Storia Edicola Madre di Dio – Piazza Arcangelo Lamperti

Storia

Edicola Beata Vergine Maria – Piazza Arcangelo Lamperti In Venegono Inferiore Varese

Italia

 

 

 

 Vi saluto Maria, salutatemi Gesù da parte mia!

 

Giovedì 29 maggio scorso (2008), alla presenza di numerosi intervenuti nonostante il maltempo, dopo la recita del santo Rosario, il parroco, don Giandomenico Colombo, con una breve cerimonia ha benedetto l’edicola con l’immagine della Madonna situata in Piazza Lamperti. Come i venegonesi avranno notato, l’edicola è stata oggetto di lavori di restauro volti a rimettere in evidenza l’immagine della Madonna che era andata via via sbiadendo. Nell’edicola è raffigurata la Vergine Maria, in piedi e con la testa leggermente reclinata alla sua destra, che regge tra le mani un Gesù Bambino con le mani protese in un abbraccio. Sistemata la struttura muraria della cappellina, il laboratorio di Massimo Maria Peron, un venegonese affermatosi nel campo del restauro e del recupero di affreschi, è intervenuto sul dipinto. Dopo aver provveduto a consolidare la superficie dell’intonaco e la residua pellicola pittorica, i restauratori sono passati a colmare le numerose lacune presenti nel dipinto. Con la tecnica del tratteggio (in gergo “rigatino”) i restauratori sono riusciti a riprendere e riproporre l’immagine della Madonna e del Bambino grazie anche alla disponibilità di fotografie scattate in epoca in cui l’affresco era molto più “leggibile”. Le avverse condizioni climatiche (la pioggia nel mese di maggio ha condizionato l’attività di restauro) non hanno consentito di completare i lavori in tempo utile per la benedizione; l’immagine della Madonna e del Bambino sarà comunque ripristinata alla stato della sua ultima realizzazione avvenuta nel 1962, grazie anche all’interessamento dell’allora parroco, don Angelo Borgonovo, per mano di Torildo Conconi, lo stesso pittore che ha eseguito i quadri e le decorazioni della chiesa parrocchiale.

La presenza della cappellina e della relativa immagine sacra è documentabile fotograficamente negli anni di inizio 1900; indagini effettuate in merito non hanno però consentito di risalire alla data della sua originaria realizzazione. La posizione centrale rispetto all’abitato ha portato a considerare questa Madonna come la protettrice del paese. Fino a quando la Piazza Lamperti (in precedenza Piazza Vittorio Emanuele II) con i suoi negozi e le sue osterie è stata il punto di riferimento e il fulcro della vita sociale della nostra comunità, sulla mensola della cappellina non sono mai mancati fiori freschi e qualche cero in segno della devozione vnegonese. Tale devozione per questa immagine deriva dalla tradizione tramandatasi tra i venegonesi di interventi protettivi e miracolosi attribuiti alla Madonna. La tradizione attribuisce a questa immagine la protezione del nostro paese dalla peste manzoniana; la Madonna avrebbe fermato alle pporte del paese un carro che trasportava degli appestati evitando così ai venegonesi l’eventualità di essere contagiati dal morbo. La peste, nelle nostre zone, si diffuse in diverse occasioni. Le epidemie più note e più drammatiche sono quelle passate alla storia come la peste di san Carlo (1576) e come la peste del Manzoni (1630) in quanto descritta nei Promessi Sposi. Secondo questa tradizione locale, la presenza della cappellina con l’immagine della Madonna dovrebbe risalire al 1600; se ciò non fosse il morbo da cui la Madonna avrebbe protetto i venegonesi potrebbe essere di anni più recenti. Nel corso del 1800, nelle nostre zone si sono diffuse diverse epidemie: il tifo petecchiale nel 1820, il colera negli anni 1836 e 1854, il vaiolo negli anni 1866 e seguenti. Dopo la prima guerra mondiale, a Venegono Inferiore, fa la sua comparsa un’altra epidemia, altrimenti nota come la spagnola, che purtroppo provocherà qualche vittima anche nel nostro paese e che, ancora una volta, sempre secondo la tradizione, la Madonna avrebbe fermato. Avendo però i restauratori identificato nell’edicola almeno cinque diversi strati di intonaco oltre a quello originario, non si può escvludere che l’immagine della Madonna possa realmente risalire al periodo in cui la peste manzoniana fece la sua comparsa nelle nostre zone!

Oltre a questa tradizione che affonda le sue radici nei secoli scorsi, l’intervento della madonna viene ricordato in alcune vicende di anni più vicini a noi che sono andati assumendo un aspetto miracoloso. Un primo fatto risale agli anni quaranta e riguarda il figlio minore della conosciuta cartolaia del paese. E’ lui stesso che ricorda come, giocando con altri bambini nel cortile alle spalle della cappellina, richiamato da un suo amichetto, sia uscito di corsa sulla strada senza alcuna precauzione. Il ragazzino va a finire tra le gambe di un cavallo che in quel momento transita sulla via trainando un calesse: il bambino, al di là si un naturale spavento, esce illeso da questa drammatica situazione. L’incolumità del bambino viene attribuita all’immagine della Madonna sotto il cui sguardo si è svolto l’episodio.

Un’altra vicenda la cui positiva conclusione viene fatta risalire all’intervento della Madonna è quella raccontata da una signora venegonese. La signora è destinataria di un assegno per una somma di una certa rilevanza, soprattutto per gli anni in cui il fatto avviene (siamo negli anni del secondo dopoguerra). Quando la signora decide di riscuotere la somma, si accorge drammaticamente che l’assegno è irreperibile nonostante un’accurata ricerca nei luoghi in cui usa riporre i suoi valori. A Venegono Inferiore non esiste ancora una banca cui potersi rivolgere per dei consigli e le modalità per poter bloccare l’incasso non sono molto note. Dopo una notte insonne, ed è facile immaginare l’angoscia e la disperazione della signora venegonese, il mattino seguente, transitando davanti all’immagine della Madonna e rivolgendole una preghiera, la signora scorge a terra, ai piedi dell’edicola, il tanto cercato assegno!

Altre voci riguardano fatti miracolosi ed inspiegabili attribuiti alla Madonna. Uno di questi riguarderebbe un fatto verificatosi durante il passaggio di una processione. Proprio nei pressi dell’edicola, i partecipanti alla processione avrebbero distintamente udito una bestemmia senza però capirne la provenienza. La Vergine avrebbe punito l’anonimo bestemmiatore provocandogli alcuni istanti di immobilità consentendo a tutti i presenti di poterlo identificare inequivocabilmente.

Un fatto molto più realistico riguarda un’altra vicenda che ha sempre come protagonista la Madonna. Nel cortile retrostante l’edicola abita, tra gli altri, Ernesto Crespi (da cui il soprannome Nesteau). Come racconta il nipote, costui si ammala ed è costretto a letto. Una mattina Ernesto informa la moglie, Teresa, che la notte precedente gli è apparsa in sogno la Madonna raffigurata nell’edicola mentre sale le scale che portano alla lobbia su cui si affaccia la camera dove il malato è a letto. Nell’occasione, la Madonna reca in mano tri listej da legn. Il mattino seguente, il malato dice ancora alla moglie di aver fatto il medesimo sogno ma che questa volta la Madonna aveva in mano du listej da legn. La terza notte Ernesto ha lo stesso sogno; la Madonna ha però in mano un solo listel da legn. Il giorno seguente Ernesto muore: la Madonna, in sogno, lo aveva informato, tramite i pezzi di legno che recava in mano, dei giorni che gli rimanevano da vivere!

Al di la di questi fatti che hanno del miracoloso, l’immagine dell’edicola è però stata fatta anche oggetto di qualche gesto inconsulto. Non sono noti né i motivi né il periodo, ma è accertato che l’immagine dell’edicola sia stata fatta oggetto di un colpo di moschetto le cui conseguenze (una intaccatura nell’intonaco) sono tuttora presenti e visibili. Risulta comunque che il protagonista del fatto sia stato però punito con una infermità alle braccia, se pur di limitata gravità, che sarebbe durata per tutta la sua vita.

Il proprietario dell’immobile su cui si trova l’edicola ha voluto ripristinare un angolo del paese e restituire ai venegonesi una immagine della Madonna che soprattutto per gli abitanti della zona centrale del paese, e non solo, ha sempre costituito un punto di riferimento nella vita quotidiana. Prima di iniziare le loro attività, i negozianti che operavano sulla piazza rivolgevano un pensiero ed una preghiera a questa Madonna; chi transitava davanti all’edicola non mancava di rivolgere alla Madonna del Soccorso, come era identificata dai più, la preghiera: Vi saluto Maria, salutatemi Gesù da parte mia!

Il pensiero che ha motivato e guidato il proprietario nell’attuazione del restauro, oltre che il recupero di un’immagine della devozione popolare, è stato quello di ricordare in questo modo oltre che la mamma e la nonna, particolarmente devote a questa immagine, anche tutti i vecchi abitanti dei cortili limitrofi ed i venegonesi che per questa immagine hanno sempre nutrito una particolar predilezione.

 

 

                                                                                                                      Limido Alessandro

Storia Edicola Madre di Dio – Piazza Arcangelo Lampertiultima modifica: 2013-03-05T07:59:00+01:00da giuliusvinco56
Reposta per primo quest’articolo