Finalmente, Lei!

Finalmente, Lei!

Quel 2 luglio 1961 era due volte giorno di festa: cadeva di domenica ed era la festa della Visitazione della Vergine Maria. Per Garabandal, i suoi abitanti e le sue montagne, fu un 2 luglio davvero unico, come mai se ne erano conosciuti nel corso di secoli. L’evento di quel giorno si produsse nello stesso luogo delle apparizioni dell’Angelo e a un’ora già piuttosto tarda di quel pomeriggio estivo e festivo. «Ci dirigemmo verso la “Calleja” per recitare il rosario come di consueto. Non eravamo ancora arrivate quando ci apparve la Vergine con due Angeli ai lati. Uno era San Michele; l’altro non lo conoscevamo. Era vestito come San Michele. Si sarebbero detti due gemelli». Se le ragazze non sapevano allora quale fosse l’Angelo che sembrava il fratello gemello di San Michele, lo appresero più tardi. Era un altro Arcangelo di primo rango, l’Angelo dell’Annunciazione e dei grandi messaggi divini: San Gabriele. L’Apparizione celeste si presentò davvero, secondo l’annuncio dell’Angelo della «Calleja», come quella della Beata Vergine del Monte Carmelo. Ciò risultava chiaramente dal caratteristico grande scapolare che Ella teneva in mano. Le bambine lo compresero subito, benché i suoi abiti non corrispondessero molto a quelli che si vedono di solito sulle statue della «Virgen del Carmen» (come quella che si venerava nella chiesa del loro villaggio). Su queste statue, la Vergine del Monte Carmelo appare vestita da carmelitana, portando l’abito caratteristico dei religiosi e delle religiose dell’Ordine: tunica e scapolare marrone e mantello bianco. Mentre nell’apparizione di Garabandal… ma vediamo ciò che scrisse Conchita nel suo diario: « La Vergine viene con un abito bianco, un manto azzurro e una corona di piccole stelle dorate; non si vedono i suoi piedi… mostra uno scapolare nella mano destra; lo scapolare era di colore marrone. Ha i capelli lunghi e mossi, di colore castano scuro… Il viso allungato, il naso lungo, fine, la bocca molto bella con le labbra un po’ grosse. La carnagione e’ bruna… La voce è incantevole; una voce incomparabile che non posso descrivere. Nessuna donna assomiglia alla Vergine, né nella voce, né in niente altro!» Se teniamo conto della povertà del lessico di quelle bambine, cresciute in un villaggio senza comunicazioni, la descrizione di Conchita ci appare ammirevole, pur essendo certi che tale descrizione riflette in modo imperfetto la meravigliosa visione che i loro occhi contemplarono. Sebbene abbagliante e magnifica, come Regina e Signora senza pari, la Vergine Maria si mostrò fin dal primi istanti affettuosamente familiare ed accogliente. «Quel giorno [quello della prima apparizione il 2 luglio], abbiamo parlato molto con la Vergine e Lei con noi: le dicevamo tutto. Le dicevamo, per esempio, che andavamo nei campi, che eravamo abbronzate, che avevamo ammucchiato il fieno. E Lei rideva!… Quante cose Le dicevamo!… » La chiacchierata delle bambine con la loro bellissima e dolcissima Visitatrice doveva veramente essere stata affascinante: intrisa di freschezza, di spontaneità, di semplicità. «Guardandola, avevamo sgranato il nostro rosario, Lei lo recitava con noi per insegnarci a recitarlo bene. Alla fine del rosario, ci disse che se ne sarebbe andata. Le chiedemmo di restare ancora un po’, perché era rimasta troppo poco. Lei rideva e ci disse che sarebbe tornata lunedì. Quando partì, provammo una gran tristezza». Fin da questa prima visita della Vergine, Garabandal cominciava ad essere «segno di contraddizione». «Quand’Ella se ne andò, la gente ci circondò per baciarci e domandarci quello che Lei ci aveva detto… Alcuni però non ci credevano». Quale poteva essere il motivo di questa diffidenza, di questa incredulità? Il fatto che le ragazze, durante la lunga estasi, erano state troppo loquaci e troppo fiduciose. La gente diceva: «Come può la Vergine dire e ascoltare così tante cose? ». Per essi, la Vergine doveva mostrarsi come un personaggio stereotipo e lontano, che non poteva «perdere tempo» a parlare e ad ascoltare cose di poca importanza, ma solo dire poche e solenni parole… Il fatto è che alcuni – forse molti – diffidarono e negarono un possibile intervento del Cielo, incappando in un ostacolo che, invece, i «semplici di cuore» superano così facilmente. Infatti le quattro ragazzine, per esempio, senza cultura e senza pregiudizi, colsero immediatamente perché la Vergine , apparsa loro, accettasse di parlare tanto e di ascoltare tanto. Ecco la giusta osservazione di Conchita nel suo diario: «Eppure la maggior parte della gente credeva. Dicevano che era un po’ come una madre che non abbia visto sua figlia da tanto tempo: quando la rivede, sua figlia le racconta tutto. A maggior ragione noi che non l’avevamo mai vista. E Lei era la “Nostra Madre del Cielo!». Troviamo qui la prima chiave che ci permette di comprendere i fatti di Garabandal: non si trattava di una apparizione come le altre, destinata ad attirare fortemente la nostra attenzione e a lasciarci poi un messaggio… Si trattava di una venuta della Vergine per «stare con noi», perché La sentissimo come mai prima, intima e definitivamente nella sua realtà di «Nostra Madre». Che fosse Nostra Madre lo sapevamo per dottrina, per fede. Ma avevamo bisogno di sperimentarlo a sazietà, in modo forte e dolce, per lungo tempo e attraverso le più diverse prove. Per questo motivo risulta incontestabile (almeno per me) che quel 2 luglio 1961 ebbe inizio sulla terra la migliore Epifania della Nostra Madre celeste. Si potrebbero certo fornire molti dettagli su questo incontro con la Vergine. Ma più che dettagli, è importante ritenerne l’essenziale. Conchita stessa ce lo rivela con queste parole: «Così terminò la domenica 2 luglio. Giorno felice, poiché abbiamo visto per la prima volta la Vergine ! Sebbene con Lei tutti possiamo stare, purché lo desideriamo!» Quale miglior conclusione per il primo capitolo di questa nuova visita di Maria? Ella non cessa mai di stare con noi, nonostante si lasci vedere solo in rare occasioni. L’importante è che noi desideriamo e facciamo in modo di stare con Lei…

 

LUGLIO 1961 IL MISTERO SI DILATA

La Vergine-Madre non è solo di passaggio

Lunedì 3 luglio la Madre ritorna alla stessa ora vespertina del giorno precedente. «Mentre arrivavamo al “Cuadro”, la Vergine ci apparve con il Bambino Gesù; gli Angeli però non l’accompagnavano». Due considerazioni: gli spiriti beati, avendo compiuto la loro missione di preparare la via e di realizzare la presenza, si ritrassero discretamente perché tutta l’attenzione fosse focalizzata su Colei che era più importante di tutti; Colei che veniva soprattutto ad esercitare la sua maternità nei nostri confronti, si presentava con il «Figlio primogenito» (Lc 2,7) per proclamare che dalla Sua Maternità divina deriva pure la Sua maternità nei nostri confronti, incorporati al Figlio come fratelli minori, «figli per adozione dello stesso Padre» (Rm 8,29). «Veniva sempre sorridente, come pure il Bambino Gesù. La nostra prima domanda fu dove si trovassero San Michele e l’altro Angelo: e Lei sorrideva ancora di più». «La gente e i sacerdoti che erano la ci davano degli oggetti perché Glieli facessimo baciare, e Lei li baciava tutti… » «Ci parlava molto, ma non ci permetteva di ripetere le Sue parole». Il fatto che abbia parlato molto anche in questo secondo giorno della Sua manifestazione, senza permettere che le sue parole venissero riferite, merita la nostra attenzione. Doveva consentire alle veggenti qualche capriccio infantile (quale madre, quale buona pedagoga non lo fa?) ma doveva innanzi tutto compiere la Sua missione: aiutare e orientare i Suoi figli verso quella sottomissione ai disegni di Dio che non sono mai sinonimo di comodità. Per questo motivo parlò molto in quel pomeriggio; e sempre a questo scopo avrebbe continuato a parlare nel corso di molti altri pomeriggi. Ciò che diceva per tutti o per molti si sarebbe saputo a tempo debito; quello che ribadiva a queste bambine, che erano Suo strumento, sarebbe rimasto per sempre segreto personale di ciascuna di loro. In questo si è realizzato ciò che la piccola suor Teresa diceva in merito alla sua propria esperienza spirituale: «Molte pagine della mia storia non saranno mai conosciute quaggiù». In occasione di questa seconda apparizione della Vergine, quel lunedì 3 luglio 1961, sopravvennero due fenomeni concomitanti che credo non si siano prodotti in nessun altro luogo di apparizioni mariane: le Chiamate e i Baci.

 

LE CHIAMATE 

Finalmente, Lei!ultima modifica: 2012-11-28T12:20:00+01:00da giuliusvinco56