Le Chiamate

Le Chiamate

Torniamo al diario di Conchita. «Quando si avvicinò l’ora in cui avevamo visto la Vergine il giorno prima, i nostri genitori, che già ci credevano un po’ di più, ci dissero: “Dovreste andare a recitare il rosario al Cuadro”. Rispondemmo: “Non siamo ancora state chiamate”. Rimasero perplessi e aggiunsero: “Ma come? Che cosa significa?” Allora spiegammo loro che “era come una voce interiore che non udivamo con la orecchie, e che nemmeno sentivamo chiamarci con i nostri nomi…» «Ci sono tre chiamate… » La ragazza spiega che sono come tre soprassalti di una improvvisa gioia interiore; essi vanno in «crescendo», di modo che al terzo richiamo non possono più resistere e si precipitano verso il luogo dell’apparizione. Fra due richiami, specie fra il primo e il secondo, poteva passare un tempo abbastanza lungo. Questo fenomeno si produceva solo quando la Ver gine stava per venire; le visite dell’Angelo non erano precedute da questa «preparazione». L’esistenza di queste chiamate interiori è stata verificata in più di una circostanza. La prima esperienza ebbe luogo il 3 luglio quando le ragazze ne parlarono per la prima volta. «Avevamo descritto ai nostri genitori come avvenivano le chiamate; ed essi erano rimasti molto stupiti. Alla fine della nostra conversazione, percepimmo una chiamata e lo riferimmo. Eravamo lì tutte e quattro insieme, e molta gente si accalcava intorno a noi. Alcuni dissero a Don Valentin, il parroco del villaggio: “Perché non mettere due ragazze in casa di Loli e due in casa di Conchita?” Ci separammo dunque per vedere se ci saremmo ritrovate tutte e quattro nello stesso momento. Una mezz ‘ora più tardi ci fu la seconda chiamata… Infine, ci trovammo insieme al “Cuadro” nello stesso momento. La gente era stupefatta… » Sul fenomeno delle «chiamate» delle ragazze abbondano informazioni e aneddoti.

I Baci

Sempre a proposito di quello stesso 3 luglio, un’altra annotazione di Conchita indica: «La gente e i sacerdoti ci affidavano oggetti perché li facessimo baciare dalla Vergine, e Lei li baciava tutti». Era l’occasione propizia, per coloro che non erano come le bambine privilegiate dalle visioni, di entrare in contatto più stretto con la Madonna. La Madre vi corrispondeva con affettuosa delicatezza. Padre Ramon Maria Andréu s.j. – testimone privilegiato degli eventi di Garabandal durante quell’estate del ’61 – scrisse nella sua informativa: «Si è spesso parlato di sassolini quando le ragazze ebbero le visioni. Si trattava di piccole pietre della grandezza di una caramella. Esse le raccoglievano dal suolo durante le loro estasi, oppure le portavano con sé prima di cadere in estasi; le presentavano da baciare alla Madonna e poi le consegnavano a diverse persone come ricordo o in segno di perdono». Questo avvenne specialmente durante le prime settimane: in seguito, tutti gli oggetti baciati furono oggetti religiosi: crocifissi, medaglie, immagini, scapolari… Padre Ramon Andréu ricorda ancora: «E’ normale vedere le ragazze con rosari, medaglie, crocifissi appesi al collo; sono oggetti che il pubblico affida loro affinché la Vergine li baci». E’ stato ripetutamente provato che le ragazze, durante questi fenomeni, malgrado la quantità di oggetti che passavano loro fra le mani e che presentavano al bacio della Madonna, non sbagliavano mai nel restituirli al legittimo proprietario. Lo facevano senza abbassare la testa: durante l’estasi tenevano lo sguardo fisso al Cielo, dunque senza poter guardare le persone presenti, anche perché gli interessati si trovavano spesso fuori dalla loro portata o si erano deliberatamente nascosti. A tutti gli astanti era chiaro che una mano invisibile guidava quella delle ragazze. L’apparizione del martedì 4 luglio doveva rivelarsi anch’essa memorabile: «C’era il rosario alla 7 di sera nella chiesa parrocchiale, ed ecco sentimmo una chiamata. La chiesa era piena di gente. L’altare maggiore era affollato da una dozzina di sacerdoti e da fotografi che scattavano delle foto. Alla fine del rosario, avevamo avuto due chiamate. Partimmo di corsa verso il “Cuadro” e la gente correva dietro di noi. Mari-Cruz ed io restammo in estasi un po’ più in alto rispetto a Loli e Jacinta: noi due nel “Cuadro”, le altre due al di fuori. La gente diceva allora che, nonostante avessimo corso, non eravamo affannate e sudate. Loro invece sudavano ed arrivavano tutti affaticati e ansimanti. Cosa strana per essi; ma per noi era come se la Vergine ci portasse!» Secondo i numerosi testimoni di questi fenomeni, la corsa delle ragazze verso il luogo dell’apparizione, quando ricevevano il terzo richiamo, era semplicemente impressionante. Nessuno avrebbe potuto seguirle. A ragione, nel suo diario, Conchita dice a questo proposito che era la Vergine a portarle; era naturale allora che, essendo trascinate da una forza misteriosa, esse non provassero né stanchezza, né fatica, né affanno, né sudassero. Quella apparizione del 4 luglio fu di grande importanza per via dei messaggi della Celeste Visitatrice. « La Vergine , sempre sorridente, ci disse: “Sapete cosa voleva dire la scritta ai piedi dell’Angelo?” Esclamammo all’unisono: “No, non lo sappiamo”. “Portava un messaggio, che vi darò, perché voi, il 18 ottobre, lo diciate a tutti”. E ce lo disse». Così, con linguaggio spoglio, infantile, Conchita ricorda l’inizio di una serie di spiegazioni che, a partire da quel giorno, la Ver gine diede sui significati e la portata del Messaggio che sarebbe stato reso noto solo in seguito. A quelle contadinelle doveva spiegare persino il significato di termini che a noi paiono più che comuni e usuali. Devo qui manifestare la mia ammirazione per la pedagogia divina e il modo in cui è stata esercitata a Garabandal. Nel suo diario, Conchita attesta con una brevissima aggiunta che la Vergine le diede il messaggio fin dal 2 luglio, all’epoca della prima apparizione e che ne cominciò la spiegazione il 4 luglio poiché le giovani veggenti «facevano confusione» e non erano in grado di comprenderlo nella forma dovuta. Le spiegazioni della celeste Madre e Maestra continuarono per tutto il mese. Questo non lo sappiamo dal diario di Conchita, che non ci dice nulla delle giornate successive al 4 luglio (forse perché nel loro contenuto soprannaturale erano tutte molto simili), ma ne siamo a conoscenza grazie al contributo di alcuni testimoni. Da uno di essi, il comandante della stazione della Guardia Civil di Puentenansa, Juan Alvarez Seco, abbiamo una testimonianza autorevole: «Quel 28 luglio le veggenti si trovavano in estasi al “Cuadro”, molto serie, completamente rapite da ciò che la Vergine insegnava o raccomandava loro… Ad alcune scendevano grosse lacrime (come anche a molte persone presenti che non riuscivano a trattenere l’emozione). Quando l’estasi finì, le bambine parlarono con Don Valentin che disse in seguito, in un silenzio profondo, a tutti quelli che si trovavano là: ” La Vergine sta incaricando le bambine di dare un messaggio che per ora non possono rivelare, né alloro parroco, né ai loro genitori, né a Monsignor Vescovo ».

COMUNIONI MISTERIOSE

Le Chiamateultima modifica: 2012-11-28T12:26:00+01:00da giuliusvinco56